"Tutte le canzoni della pioggia ci riconoscono"
Sabrin Hasbun
Feltrinelli Editore
"Per provare – provare davvero – cosa significa vivere come me, come la mia famiglia, come il mio popolo, come vivono tante persone nel mondo che sono sfollate o emigrate, che si sono mescolate ad altre comunità o hanno attraversato confini per generazioni, allora sentirsi smarriti potrebbe essere il modo migliore di leggere questo libro."
Sabrin Hasbun trasforma la storia della sua famiglia in testimonianza.
Lo fa immaginando sé stessa e la madre all'interno della struttura narrativa per modulare il dolore della perdita e per non inquinare il testo con la retorica sentimentale.
Appena aprirete "Tutte le canzoni della pioggia ci riconoscono", pubblicato da Feltrinelli Editore e tradotto da Silvia Rota Sperti, troverete una cartina che illustra con estrema precisione i fatti storici che riguardano la Palestina.
Non sono solo date ma la mappa di un popolo che ha sofferto e soffre.
Il vissuto di Anna, madre della scrittrice, è emblematica.
Immaginate una ragazza che negli anni Sessanta sceglie di vivere a Firenze per studiare.
È in questa città che incontra Rami, studente palestinese all'Accademia di Belle Arti.
Nasce un amore forte e nel 1981 i due giovani si trasferiscono a Betlemme.
La trama si infittisce di personaggi ed eventi che vengono narrati con una scrittura che sa cogliere il senso profondo del nucleo familiare e al contempo fotografa la Storia.
Un romanzo intimo bellissimo che ci invita a riflettere sul l'appartenenza e sull'identità.
Una voce che si fa strumento per farci sentire lo spaesamento di chi vive tra due mondi.
Un canto che annulla i confini tra stati, che simbolicamente abbatte muri e fili spinati.
Un libro indispensabile per comprendere cosa significa vivere la guerra, l'intifada, la mancanza di una patria sicura.
Bellissimo ❤️

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