"Vicini e altre storie"
Diane Oliver
Bompiani
Leggendo "Vicini e altre storie", pubblicato da Bompiani e tradotto da Mariagrazia Guerra, mi chiedo quale sarebbe stato il percorso letterario di Diane Oliver se non avesse avuto a soli ventidue anni un incidente mortale.
Attraverso i suoi racconti percepiamo il disagio di una giovane afroamericana in un ambiente ostile.
La scrittrice racconta il razzismo partendo dalla quotidianità sofferta dei neri.
Che siano bambini o adulti sembrano atterriti da qualcosa che non comprendono.
Non ci sono parole rabbiose ma una nota di dolente malinconia, un senso di spaesamento di fronte alle ingiustizie subite.
La storia che dà il titolo alla raccolta fotografa una famiglia che sceglie di mandare il proprio bambino in una scuola di bianchi.
Sembra inverosimile l'astio e l'odio razziale.
La voce della scrittrice oggi più che mai è un monito rivolto a tutti noi.
Un invito a non lasciarci intrappolare da pregiudizi nei confronti di chi è diverso, a lottare perché tutti abbiano pari diritti.
Spero che il libro arrivi nelle mani dei più giovani.
Il tono pacato della scrittrice sicuramente susciterà riflessioni su un tema che purtroppo è ancora molto attuale.

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